CONCLUSIONI del SONDAGGIO EUROPEO
I risultati dei sondaggi indicano un mercato dell'e-learning diversificato e in rapido sviluppo che include agenzie formative pubbliche, private, piccole e grande, senza comunque aver raggiunto un soddisfacente punto di incontro tra domanda e offerta. Il numero di "giovani" organizzazioni commerciali e nuove entrate sta a significare un mercato dinamico, la cui competitività sembra basarsi sull’innovazione e sulla specializzazione. Anche se questi providers offrono una vasta gamma di contenuti di apprendimento, c'è una forte concentrazione su materie relative alla gestione aziendale e alle IT, limitando così la gamma di studenti che potrebbero essere attratti. La domanda sembra essere guidata dall’offerta sebbene la domanda latente (come rivelato dal gruppo di controllo) richieda una gamma più vasta di offerte formative, che nelle zone rurali comprendono il settore primario e le lingue.
È molto incoraggiante che la maggior parte dei providers di e-learning diano grande importanza allo sviluppo di contenuti e alla formazione del personale. Sembra che traggano beneficio da una politica sostenitrice delle agenzie con questi requisiti, soprattutto per quanto riguarda l’inclusione dei lavoratori e delle comunità rurali all'e-learning, che al momento non sembrano beneficiare tanto quanto le loro controparti urbane. Si deve anche considerare l’importanza di una gamma più vasta di materie di apprendimento e di risorse aggiuntive per adattare i contenuti alle esigenze dei discenti, e questo è condiviso dalle agenzie formative e apprezzato dai discenti.
È inoltre incoraggiante il fatto che 5 providers di e-learning su 10 prestano attenzione all'innovazione e credono innovativi i loro prodotti. Tale innovazione sembra dipendere più da metodi pedagogici centrati sullo studente, interattivi e basati sulla creatività, piuttosto che su innovazioni tecnologiche, come il Game-Based Learning o l'utilizzo di telefoni cellulari. Questa attenzione ai metodi di apprendimento è in linea con l'attuale politica europea, ma l'innovazione tecnologica deve essere supportata anche dalla politica per consentire alle agenzie non solo di fornire apprendimento in modo migliore e più efficace, ma anche di includere coloro che non hanno accesso ad esso a causa di vincoli infrastrutturali o scarsa familiarità con le ICT. I media alternativi, e soprattutto i media sociali possono avere un effetto positivo, come dimostra lo studio di e-ruralnet e il lavoro recente di IPTS (Redecker, Ala-Mutka, Punie, 2010).
Infatti, i vincoli principali per lo sviluppo del mercato dell'e-learning nelle zone rurali, secondo il provider, è l'analfabetismo e l'infrastruttura ancora limitata per internet veloce. Pertanto, misure politiche sono necessarie per affrontare questo problema, che rimane ancora critico per un accesso equanime alle opportunità di apprendimento, anche se l'ipotesi era che sarebbe stato risolto molto prima (Ala-Mutka, 2011).
Le sovvenzioni pubbliche sono state una motivazione importante per l’entrata nel mercato delle agenzie formatrici, ma questo sicuramente varia da paese a paese. Comunque, per la maggior parte degli e-learners i propri fondi sono le fonti di finanziamento dei loro studi, mentre il contributo dei datori di lavoro e le sovvenzioni pubbliche sono significativi ma molto più piccoli. Inoltre, il divario tra le aspettative legate al lavoro e i benefici effettivi ottenuti con l'apprendimento lascia molto a desiderare i discenti: i vantaggi di carriera sono goduti solo da minoranze di discenti che hanno frequentato o corsi e-learning o convenzionali in presenza.
I datori di lavoro sembrano essere piuttosto scettici riguardo l'e-learning, come implica la loro tendenza a sostenere l'apprendimento tradizionale ad un tasso superiore rispetto all'e-learning, anche se le sovvenzioni pubbliche sono ugualmente disponibili. L'apparente riluttanza degli imprenditori a sostenere la formazione del personale attraverso l’e-learning si riflette nella mancanza di risultati effettivi o nei risultati limitati dell’e-learning per promuovere l'occupazione e per lo sviluppo professionale dei discenti. Le sovvenzioni pubbliche (che sono disponibili e utilizzate in tutti i paesi) potrebbero contribuire ad un miglior collegamento tra e-learning e lo sviluppo di carriera, creando un "ponte" tra datori di lavoro e allievi legato alle prospettive di lavoro dello studente.
Il profilo degli studenti lascia pensare che ci sia molto da fare per allargare il campo dell'e-learning: gli e-learners, provengono dalla società più istruita e più giovane e ciò implica che l’apprendimento supportato dalle ICT non abbia raggiunto equamente tutti i cittadini europei. Le ragioni di questo, come già accennato sopra e come diversi documenti politici europei hanno analizzato, sono complessi. Per affrontare questo problema è necessaria una combinazione di misure politiche, che comprendono le infrastrutture e le competenze chiave relative alle ICT, ma anche gli atteggiamenti giocano un ruolo di grande rilievo. Resta da vedere se una nuova cultura dell'apprendimento creato all'interno di un ambiente digitale e di rete permetterà di ampliare il numero di discenti e i benefici dell'e-learning.
Tuttavia, l'indagine relativa al gruppo di controllo ha indicato che anche tra i gruppi più istruiti e più giovani, esiste una domanda latente che attende di essere soddisfatta: gli atteggiamenti verso l'e-learning sono positivi, ci sono esigenze su competenze espresse da questi individui ed è dichiarata la loro intenzione a partecipare all'apprendimento a distanza. Osservando più attentamente i fabbisogni di competenze del gruppo di controllo, sembra che il contenuto dell’offerta e-learning disponibile debba essere ulteriormente sviluppato, come già accennato in precedenza, e la gamma di oggetti/materie attualmente disponibile, debba essere allargata per includere competenze tecniche e più mirate, legate a specifici settori economici e occupazionali.
La prova del successo dell'e-learning è che la maggioranza dei discenti sono disposti a provare nuovamente l’e-learning e che la maggior parte degli e-learners finanzia i corsi con proprie risorse, in tutto o in parte. Inoltre, la stragrande maggioranza ammette di aver ottenuto un beneficio legato a un proprio sviluppo personale che sia o meno legato al lavoro. Queste esperienze positive, insieme con gli atteggiamenti positivi indicati da entrambi i gruppi, confermano le prospettive significative dell’e-learning come importante canale di apprendimento inclusivo, una volta che i vincoli dal lato dell'offerta siano stati rimossi e l'accesso ai servizi ICT sia assicurato.


